30 Luglio 2020

La corsa all’oro non è finita

di Matteo Battaglia

Per Goldman Sachs il prossimo target è 2.300 dollari. A spingere le quotazioni sono soprattutto le immissioni di quantità di moneta da parte delle banche centrali. La FED ha confermato la promessa di interventi e sostegni di qualsiasi tipo fino a quando ce ne sarà bisogno, ovvero, fino a quando saranno passati gli effetti della pandemia

 

L’oro in Borsa splende come non ha fatto mai e batte ogni record volando a 1980 dollari l’oncia. Il sorpasso dei massimi in yen ed euro è storia passata, mancava il dollaro, valuta di riferimento.

Per Goldman Sachs il rally non è finito. La banca d’affari, in una nota ha alzato, il prezzo obiettivo a 2.300 dollari l’oncia segnalando che le basi del dollaro sono a rischio di erosione e la supremazia mondiale della valuta potrebbe essere intaccata nel momento in cui, passata la pandemia, la banca centrale dovesse accettare di lasciar risalire l’inflazione per accelerare il percorso di rientro dal super indebitamento. Lo strategist che firma la nota, Jeffrey Currie, ammette che quando la zecca lavora a questi ritmi, quando i governi mettono tutto il loro impegno nell’abbassamento dei tassi d’interesse reali, “l’oro è l’ultima valuta rifugio”.

Nella conferenza stampa di ieri Jerome Powell ha confermato la promessa di interventi e sostegni di qualsiasi tipo…

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