26 Settembre 2020

Le materie prime tirano il fiato dopo la corsa estiva

di Matteo Battaglia

Dopo un agosto di corsa, a settembre le commodity riprendono ossigeno. Sullo sfondo il ritorno dei contagi in Francia, Spagna e Stati Uniti. Mercati con il fiato sospeso in vista delle elezioni Usa.

 

Settembre ancora molto volatile. Da una parte l’illusione estiva che i lockdown ormai stavano per finire, dall’altra i timori alimentati dai dati di Brasile, Stati Uniti, Francia, Spagna e Germania per una seconda ondata. Mentre in Cina la situazione sembra essere sotto controllo.

Il Bloomberg Commodity Index, che raggruppa 22 future sulle principali materie prime mondiali, si avvia a chiudere il mese con una performance negativa dopo il +5,7% di luglio e il +6,7% di agosto.

Sotto i riflettori, non ci sono solo le materie prime ma gli effetti degli stimoli fiscali statunitensi. Si discute di un piano da 2 mila miliardi e le mosse delle Banche centrali, Fed e Bce, possono ancora dare respiro all’economia.

Sullo sfondo le elezioni Usa con Donald Trump ancora indietro nei sondaggi ma in recupero. Gli analisti indicano Trump il “difensore” dello status quo sul fronte del greggio mentre Joe Biden sarebbe più attento alle tematiche verdi. Eppure in Borsa è successo…

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